Dal 2 Aprile all'8 Maggio, il Museo Civico e Pinacoteca Aldo Borgonzoni di Medicina ospita una mostra sui fiori.
Da quelli conservati negli erbari seicenteschi donati dal medico
condotto Cavalier Gaetano Giovanini il 29 marzo 1874
alla Biblioteca comunale, allora gestita dal
vicebibliotecario onorario Giulio Carati;
dai fiori disegnati e dipinti a tempera e ad acquerello da Alfredo Tartarini, noto per aver collaborato con Alfonso Rubbiani ed esponente dell'Art Nouveau bolognese, l'Aemilia Ars.
Vengono poi i miei dipinti, per lo più ad olio su tela o tavola, in una selezione che abbraccia un ampio arco cronologico: dal 1999 (con le Rose Graham Thomas in vaso di vetro blu) ad oggi (con i Due narcisi a tazzetta, del marzo 2022).
La mostra si articola nelle sale del Museo, e vede i miei dipinti esposti soprattutto (ma non solo) nelle sale al terzo piano dell'edificio che ospita il Museo Civico e la Pinacoteca dedicata al pittore novecentesco Aldo Borgonzoni, originario proprio di Medicina.
Di seguito, tra le mie opere esposte, si riporta una selezione.
Prima di entrare nelle sale espositive del terzo piano è una teca con all'interno alcuni libri e due quadri.
I libri parlano di Marcantonio Franceschini, pittore a cui ho dedicato molti anni della mia ricerca e che mi ha permesso di conoscere il prof. Dwight C., Miller, colui che è a tutti gli effetti il vero "scopritore" dell'importanza di quel pittore bolognese e a cui ha dedicato svariati saggi e di un paio di volumi, uno dei quali in mostra. Alcuni anni prima dell'uscita della monografia sul Franceschini curata da Miller (2001), per un autentica operazione di 'serendipity', ho trovato l'inventario dei beni mobili ed immobili del pittore che pubblicai sulle pagine de "il Carrobbio" (1999).
Con il prof. Miller arrivai a pubblicare l'edizione annotata del Libro dei conti di Marcantonio Franceschini (2014) il taccuino su cui il pittore annotava commissioni, spese e versamenti, oggi conservato alla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio di Bologna. Un'edizione fermamente voluta dalla Signora Bianca Maria Radaelli Molinari Pradelli, scomparsa nei primi giorni del 2021.
Nello stesso 2014, nell'Aula Magna dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, si è tenuta una mostra di opere del Franceschini conservate in collezioni private, curata da Milena Naldi e da chi scrive.
La mia pittura non è estranea a questo intreccio fra la storia dell'arte e la pratica stessa del dipingere, a cui si aggiunge l'amore per la coltivazione dei fiori, vere muse ispiratrici di questa esposizione.
L'interesse per la storia della natura morta è stato condotto attraverso due punti fermi: i volumi curati da Federico Zeri, che caldeggiavano l'ingenua curiosità dei miei vent'anni, e la scoperta della collezione Molinari Pradelli conservata a pochi chilometri da casa mia, a Marano di Castenaso. Le ricche, immanenti composizioni di frutti e fiori di Giuseppe Recco, del Castelli, di Luca Forte, del Munari, dell'Empoli, del Nuzzi e così via, contribuirono in modo decisivo al superamento di una concezione più mentale che naturalistica della natura morta, in cui risiedeva ancora una certa fascinazione per l'opera di Giorgio Morandi, ampiamente osservato nel corso delle celebrazioni espositive per il centenario dalla nascita.
Superate le resistenze a confrontarmi con la grande natura morta seicentesca, ho iniziato con tele di grandi dimensioni, in cui trionfavano panieri colmi di tralci di vite, rami di fico, di ciliegie, di rose, ritratti pochi istanti dopo essere stati colti, Poi, a cavallo del nuovo millennio, una concezione più riflessiva ha preso piede, conducendo a formati più intimi, con bottiglie e vasetti di vetro dove la trasparenza dell'acqua faceva da riflesso alla freschezza dei fiori.
Due scatti del giorno dell'inaugurazione
Scatti con l'allestimento di alcune pareti della mostra
QUADRI ESPOSTI
Fabio Chiodini, Viole, Narcisi e Anemoni, olio su tela, cm 20x20, 2006
Dipinto impiegato per la locandina, esposto nella prima sala
Fabio Chiodini, Ghirlanda di fiori e frutti, olio su tela, cm 100x90, 2010
Una foto della prima sala della mostra
Fabio Chiodini, Lillà, tulipa "White Parrot", Cymbidium, olio su tela incollata su tavola, 2010
Fabio Chiodini, Lillà,
Aquilegie, Viburno “Boule de Neige” , olio su tela incollata su tavola,
2008
Fabio Chiodini, Lillà, Aquilegie, Viburno "Boule de Neige", olio su tela incollata su tavola, dettaglio, 2008
Fabio Chiodini, Giglio
arancio su fondo nero, olio su carta di cotone incollata su tavola,
cm 25,5x17, 2021
Amo i gigli. La loro fioritura allevia la fine della primavera e segna il passaggio a una stagione spesso arida e dalle scarse fioriture.
Fabio Chiodini, Violette ("Viola cornuta") in vasetto di vetro, olio su cartoncino, cm 15x9, 2019
Ho sempre amato queste violette. Le trovavo nella casa che i miei zii affittavano a Cervia per trascorrervi alcune settimane, nei mesi estivi. Sono quei fiori che difficilmente si trovano dai vivaisti, e sono l'espressione più autentica della spontaneità, gioiosa e tenace. La prima pianta me l'ha regalata Paolo, un amico di Milano Marittima. La capacità di disseminazione spontanea ha ormai permesso che questa viola sia parte integrante del mio giardino.
Fabio Chiodini, Tulipa "Shirley", olio su compensato, cm 18x13, 2019
I tulipani segnano l'arrivo della primavera nella sua veste più autentica. Il loro sfiorire non mi lascia indifferente. Per questo, finché sono in fiore, amo guardarli in giardino, nel loro incessante aprirsi e chiudersi. Un fiore lunatico ma elegantissimo.
La scritta "Il giorno delle fiamme" per indicare che quel giorno andò a fuoco la Cattedrale di Parigi.
Fabio Chiodini, Margherite
e violette su fondo marezzato di
azzurro , olio su tela incollata su tavola, cm 13x25, 2021
Fabio Chiodini, Composizione di fiori primaverili (narcisi, tulipani, camelie, fiori pesco), olio su tela, cm 30x30, 2009
Fabio Chiodini, Composizione floreale (Ortensie, cymbidium, tulipano, camelia "Sansanqua", Tricyrtis Hirta), olio su tela, cm 30x30, 2010
Fabio Chiodini, Fiori di papavero (Papaveri islandesi) su fondo rosso e verde, olio su faesite, cm 24x18, 2020
Fabio Chiodini, Tre rose in bottiglietta di vetro rosato, olio su faesite, cm 18x24, maggio 2019
Fabio Chiodini, Pianta di Echinopsis in fiore, olio su cartoncino, cm 35x27, 13 luglio 2021
Fabio Chiodini, Lo sviluppo della fioritura di un tulipano ("Tulipa Shirley"), su fondo grigio, olio su tela incollata su faesite, cm 36x27, 2019
Fabio Chiodini, Pianta di Echeveria, olio su
tavola, cm 24x30, gennaio 2019
Fabio Chiodini, Pianta di Elleboro (Elleborus Niger), olio su tela circolare, diametro cm 25, 2022
Fabio Chiodini, Camelie (C. Sasanqua e C. Arbustiva), Tulipani, rami di lauro in fiore, tralcio di peonia arbustiva, olio su tela, cm 60x60, 2020
Fabio Chiodini, Camelie (C. Sasanqua e C. Arbustiva), Tulipani, rami di lauro in fiore, tralcio di peonia arbustiva, olio su tela, cm 60x60, 2020, dettaglio del dipinto precedente
Fabio Chiodini, Pianta di Elleboro ("Elleborus Niger"), olio su tavola, cm 30x17, 2022
Fabio Chiodini, Fiori di
gardenia e di gelsomino (Jasminum
Azoricum) in vasetto di vetro, olio su
tavola, cm 26x21, 3 luglio 2021
Fabio Chiodini, Zolla con piante spontanee, olio su tela, cm 52x43, 2021
Fabio Chiodini, Fiori in vaso di vetro cilindrico (Tulipani, Lillà, Lunaria Annua, Fresie, Viburni), olio su tela, cm 57x45, 2022
Il dipinto è stato inziato circa una decina di anni fa ma terminato in occasione della presente esposizione.
Fabio Chiodini, Gladiolo lilla, olio su cartoncino incollato su tavola, cm 18x15, 2017
Un gladiolo al termine della sua fioritura estiva
Fabio Chiodini, Tre lilium in vasetti di vetro (Trittico), olio su tela, cm 82x63,5 intero, 2006
Fabio Chiodini, Fiori d'arancio in vasetto di vetro, olio su cartoncino rigido, cm 23x14,5, 2018
Fabio Chiodini, Giacinti e violette in tre vasi (rispettivamente di ceramica blu, di vetro rosato e di ceramica di Colle Ameno), olio su tela, cm 40x25, 2008
Dipingendo il quadro con Papaveri d'Islanda esposto in mostra, olio su tela, cm 50x50, 2022
Fabio Chiodini, Lillà, rose (Lady Hilligdon, Graham Thomas, Leonardo da Vinci), Tulipa "Marylin", tralcio di ciliegie, Digitale, olio su tela, cm 45x35, 2008
Fabio Chiodini, Tulipani, Lillà e Lunaria Annua, olio su tela, 2022
Il dipinto, già iniziato oltre una decina di anni fa, è stato terminato e firmato in occasione della presente mostra
Fabio Chiodini, Tulipani e Lillà in vaso di vetro cilindrico, olio su tela, 2010
Fabio Chiodini, Rosa “Cesar”, olio su tela, cm 18x13, 24 maggio 2021
Fabio Chiodini, Stelo di Hippeastrum rosso (var. "Dynasty"), olio e tempera acrilica su cartoncino, cm 50x35, 2019
Fabio Chiodini, Steli di Hippeastrum rosa su fondo rosso-bruno, olio e tempera acrilica su cartoncino, cm 50x35
Fabio Chiodini, Lilium e gardenie, tempera su carta color avorio, cm 45x35, 2007
Fabio Chiodini, Vaso con girasoli e pesche, olio su tela, cm 80x80, 2000
Fabio Chiodini, Pianta di Palaenopsis bianca su fondo grigio, olio su tela, cm 60x40, 2021
Dono di Silvana in occasione della sua visita alla mostra di Marano di Castenaso (27 ottobre-7
Novembre 2021)
Tulipani su fondo blu nel contesto in cui si trovano a casa dell'autore
Fabio Chiodini, Rose "Chippendale" e gelsomini (Jasminum Grandiflorum), olio su cartoncino rigido, 24x15, 10 luglio 2019
Fabio Chiodini, Cardo selvatico (Cardus acanthoides), olio su tavola, cm 26x18, 2021
Dettaglio del dipinto precedente
Fabio Chiodini, Strelitzie in vaso di vetro, olio su tela, cm 115x50, 2003
Fabio Chiodini, Rose in vaso di vetro cilindrico su fondo nero, olio su tela, cm 64x23, terminato nel 2021
Fabio Chiodini, Narcisi in
vaso di porcellana cinese con decori blu, olio su tela, cm 57x23, 2007
Fabio Chiodini, Fiori di Pensée, Muscari, Narcisi, olio su tela di lino, diametro cm 15, 2004
Fabio Chiodini, Paesaggio (scorcio del sentiero che costeggia il mio
giardino, mattino), olio su tela, cm 18x26, firmato e datato 2000
Fabio Chiodini, Fiori estivi (Gladioli, Ortensie, Fucsie, Girasoli, Rose, infiorescenza di cipolla, viole del pensiero, uva, susine, albicocche, un fico), olio su tela, cm 60x50, 2008.
Questo dipinto l'ho donato, nella presente occasione, alla Pinacoteca di Medicina.
Fabio Chiodini, Paesaggio nei pressi del torrente Idice, a Fiesso di Castenaso, olio su tela
Questo dipinto si trova sul retro del precedente, pertanto condividono la stessa tela. Tale scelta assecondava la volontà di sperimentare, interpretando il consueto telaio come come cornice.
Fabio Chiodini, Narcisi a tazzetta in bottiglietta di vetro rosato su fondo azzurro, olio su faesite, cm 20,5x14,
2022
Ho sempre ritenuto il giallo un colore insidioso e a dire il vero non è tra i miei colori preferiti (forse si è avvertito). A differenza del blu, del verde, del rosso, che anche mescolandoli con altri colori mantengono sostanzialmente intatta la loro identità, il giallo non appena entra in contatto con le ombre non è più tale, e si spegne. Eppure quest'anno ho dipinto diversi narcisi, forse perché comunque è il colore che meglio esprime l'idea di luce e di rinascita.
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